Leonardo da Vinci scrisse del Monte Bracco in una lettera del 1511, forse a seguito di un viaggio in zona alla ricerca di materiali adatti per le sue sculture.
Oggi - a cinquecento anni di distanza - le stesse e altre suggestioni rendono il Monte Bracco (m 1306) una montagna unica: una balconata affacciata sul Monviso e sul Po ed anche un grande laboratorio geologico, botanico, faunistico e storico.
Un grande “libro” naturale dove leggere i segni lasciati dall’uomo: dalle affascinanti incisioni rupestri (i siti più importanti sono segnalati), alle cave di gneiss e quarzite, al fitto reticolo di percorsi rurali.
L’incanto ed il rigore dell’architettura contadina è visibile nei suggestivi insediamenti abitativi (le barme o balme), veri e propri villaggi costruiti al riparo di roccioni sporgenti che ricordano i pueblos delle popolazioni indigene al confine tra Messico e Stati Uniti.
I cultori della storia dell’arte trovano in questi luoghi richiami di sicuro interesse quali il convento della Trappa (nel territorio comunale di Envie e Barge), la borgata-museo di Balma Boves (Sanfront), il Santuario del Devesio e il recupero dell’antico Monastero femminile a Rifreddo, il circuito delle antiche mura e il centro storico di Revello.
Da segnalare inoltre la palestra di roccia di Sanfront e il museo etnografico “La Brunetta” a Barge.Il sentiero è ben segnalato e nei comuni del circuito sono installate bacheche con note storiche, botaniche, geologiche e letterarie.
Una esauriente cartoguida è a disposizione presso l’Ufficio Turismo della Comunità Montana a Paesana e presso i Comuni.